foto generica esami del sangue test intolleranze alimentari

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento esponenziale di persone che soffrono di disturbi gastrointestinali e sistemici legati all’alimentazione: pancia gonfia, dolori addominali, digestione lenta, mal di testa e variazioni di peso. Di pari passo, il mercato ha risposto moltiplicando l’offerta di test per le intolleranze alimentari.

Tuttavia, la comunità scientifica stima che oltre il 90% delle intolleranze diagnosticate tramite i test commerciali non siano reali. Facciamo chiarezza su cosa funziona davvero e quali sono i test privi di utilità clinica.

Per muoversi correttamente è necessario comprendere la distinzione stabilita dall’EAACI (Accademia Europea di Allergologia ed Immunologia Clinica):

  • Allergie alimentari: Sono reazioni del sistema immunitario, mediate dagli anticorpi IgE. Scatenano risposte repentine e potenzialmente gravi (orticaria, gonfiore, difficoltà respiratorie fino allo shock anafilattico) anche per minime quantità di cibo.
  • Intolleranze alimentari: Non coinvolgono il sistema immunitario. Sono causate dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare correttamente una sostanza. Possono essere enzimatiche (come l’intolleranza al lattosio per carenza dell’enzima lattasi), farmacologiche (reazioni a istamina, caffeina o alcol) o scatenate da specifici additivi alimentari.

Il Ministero della Salute italiano e le principali società allergologiche nazionali hanno tracciato un confine netto: i test commerciali, spesso molto costosi, hanno bassa riproducibilità clinica, mancano di accuratezza e si basano su principi poco plausibili dal punto di vista biologico:

  • Vega Test: Basato sull’assunto che gli alimenti possano influire sull’insieme di campi magnetici dell’organismo, tramite utilizzo di una macchina munita di elettrodi, misura le variazioni di potenziale della pelle dovute al contatto con alimenti “omeopatizzati”;
  • Biorisonanza: misura le onde elettromagnetiche “buone” o “cattive” emesse dall’organismo in seguito al contatto con gli alimenti test;
  • Test del Capello: Basato sullo stesso principio, la misurazione viene effettuata direttamente sul capello;
  • Dria Test e Kinesiologia: Valutazione della perdita di forza muscolare (della gamba o del braccio) mentre il paziente stringe una fiala o assume gocce dell’alimento sotto la lingua.
  • Test Citotossico e Alcat Test: Analisi visiva o computerizzata delle modificazioni morfologiche dei globuli bianchi dopo il contatto in vitro con gli estratti alimentari.
  • Test del DNA: viene effettuata l’analisi del DNA su un campione salivare in base al quale si dovrebbe determinare la suscettibilità nei confronti addirittura di 600 diversi alimenti.

L’applicazione di questi test porta spesso a diete di esclusione ingiustificate, rigide e pericolose, che espongono il paziente a gravi carenze nutrizionali e a una forte ansia a tavola. Il dimagrimento che spesso ne consegue è dovuto unicamente alla drastica restrizione calorica forzata, non all’eliminazione dell’ipotetica intolleranza.

 

Ad oggi, la medicina ufficiale riconosce validità clinica soltanto a specifici percorsi diagnostici:

  1. Breath Test (Test del Respiro): L’unico esame scientificamente validato per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio e per la sovracrescita batterica intestinale (SIBO).
  2. Diagnosi di Celiachia: Effettuata tramite prelievo ematico per la ricerca di anticorpi specifici (Anti-tTG) e, dove necessario, confermata tramite biopsia intestinale.
  3. Dieta di Esclusione e Reintroduzione: Sotto lo stretto controllo del dietista, si escludono temporaneamente gli alimenti sospetti per poi reintrodurli gradualmente, monitorando scientificamente la risposta dei sintomi clinici.

Se soffri di sintomi gastrointestinali persistenti (gonfiore, dolore addominale, scariche…) e questo ti porta a pensare di avere qualche intolleranza alimentare, prima di sottoporti a test costosi e, come abbiamo visto, inutili, fai riferimento al tuo medico curante o rivolgiti a professionisti titolati che ti possano aiutare ad individuare la reale causa del problema.

Se questa situazione ti è familiare e hai bisogno di un aiuto, ricevo su appuntamento negli studi di Brugherio e Lecco. PRENOTA ORA la tua visita.

Bibliografia

  1. Ministero della Salute Italiano (2018).Allergie alimentari e sicurezza del consumatore – Documento di indirizzo e Decalogo sulla diagnostica. Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione.
  2. EAACI – European Academy of Allergy and Clinical Immunology (2020).Guidelines on Food Allergy and Anaphylaxis Management. Allergy Journal, 75(11).
  3. Società Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAIC) / AAITO (2021).Position paper sul corretto iter diagnostico nelle reazioni avverse a cibo: l’inattendibilità dei test alternativi.
  4. Hammond, C., et al. (2022).Unproven Diagnostic Tests for Food Allergy and Intolerance: A Clinical Review. Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice, 10(4), 923-931.

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