riso rosso fermentato

L’ipercolesterolemia rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le patologie cardiovascolari. Tra i rimedi naturali più diffusi per controllare i livelli di colesterolo spicca il riso rosso fermentato. Ma cos’è esattamente, come funziona e, soprattutto, quali sono i reali dosaggi sicuri per la salute?

Il riso rosso fermentato si ottiene dalla fermentazione del comune riso da tavola (Oryza sativa) a opera di un lievito, il Monascus purpureus, responsabile del suo tipico colore. Durante questo processo si generano sostanze biologicamente attive chiamate monacoline.

La più importante è la monacolina K, una molecola chimicamente identica alla lovastatina (un farmaco di sintesi ampiamente utilizzato contro il colesterolo). Il suo meccanismo d’azione è identico a quello del farmaco: inibisce in modo selettivo l’enzima HMG-CoA reduttasi, bloccando la produzione di colesterolo da parte del fegato.

Molti pazienti ritengono che i prodotti “naturali” siano privi di rischi per il semplice fatto di non essere farmaci. Si tratta di un errore comune: proprio perché la monacolina K agisce come una statina, può presentare i medesimi effetti collaterali. I principali interessano il sistema muscolare, manifestandosi con dolori o fastidi (miopatie) o, in rari casi, con danni più severi (rabdomiolisi).

Per tutelare i consumatori, la Commissione Europea ha introdotto una normativa rigorosa (Regolamento UE 2022/860):

  • Il nuovo limite:la singola dose giornaliera deve essere inferiore a 3 mg di monacoline. I vecchi integratori da 10 mg non possono più essere commercializzati.
  • Divieti d’uso:non deve essere assunto da donne in gravidanza, durante l’allattamento, dai minori di 18 anni e dagli adulti sopra i 70 anni.
  • Interazioni:è vietata l’assunzione se si stanno già assumendo farmaci ipocolesterolemizzanti o altri prodotti a base di riso rosso fermentato.

L’integratore da solo non fa miracoli. Per ottenere un ripristino duraturo del profilo lipidico, l’alimentazione e il movimento rimangono i fattori determinanti. Ecco le buone abitudini nutrizionali da seguire secondo i dettami della Dieta Mediterranea: [1]

  • Ridurre i grassi saturi:limitare formaggi grassi, insaccati, carni rosse e burro.
  • Aumentare le fibre:consumare regolarmente legumi, verdura e cereali integrali, che aiutano a ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo.
  • Scegliere grassi “buoni”:favorire l’olio extravergine d’oliva crudo, il pesce azzurro (ricco di Omega-3) e la frutta a guscio.
  • Attività fisica costante:la pratica regolare di attività aerobica (almeno 150 minuti a settimana) è lo strumento più efficace per incrementare i livelli di colesterolo HDL, il cosiddetto “colesterolo buono”.

Evita sempre il “fai da te”. Prima di iniziare qualsiasi trattamento, anche naturale, è fondamentale consultare uno specialista della nutrizione o il proprio medico curante per valutare la soluzione più idonea al proprio quadro clinico.

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Bibliografia

  1. Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (2022).Regolamento (UE) 2022/860 della Commissione del 1° giugno 2022 recante modifica dell’allegato III del regolamento (CE) n. 1925/2006 per quanto riguarda le monacoline da riso rosso fermentato.
  2. EFSA Panel on Food Additives and Nutrient Sources added to Food (ANS) (2018).Scientific opinion on the safety of monacolins in red yeast rice. EFSA Journal, 16(6), 5367. (Questo è lo studio scientifico che ha poi portato al divieto dei 10mg).
  3. Cicero, A. F. G., et al. (2021).Red Yeast Rice for Hypercholesterolemia: Joint Position Paper of the Italian Society of Diabetology (SID) and Italian Society for the Study of Arteriosclerosis (SISA). Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, 31(11), 2971-2981.
  4. Società Italiana di Cardiologia (SIC) / ANMCO (2024).Linee guida cliniche per la gestione delle dislipidemie e la prevenzione del rischio cardiovascolare.

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